Willy Pasini e la seduzione

La seduzione in tempi moderni ha elaborato i connotati avvicinandoli sempre più al digitale. Certe cose però restano per sempre e per averne conferma DosMo Magazie ha interpellato uno dei più conosciuti esperti in materia: il dott. Willy Pasini, psichiatra, thumb_book-la-seduzione-e-unarma-divina-330x330_q95sessuologo e saggista italiano, autore di numerosi libri tra cui “La seduzione è un’arma divina”, edito nel 2011.

Il libro parla della seduzione come una caratteristica innata negli uomini e nelle donne, che ne hanno adattate le peculiarità nel corso della storia in base ai cambiamenti di percezione dei diversi modelli culturali. Gli esempi che Willy Pasini riprende arrivano dalla mitologia, dalla letteratura, dal cinema e dalla televisione. Il bello di questo libro è la presenza di indicazioni semplici ma dettagliate che il dott. Pasini fornisce, anche attraverso casistiche interpellate dalla sua esperienza di terapeuta, per aiutare il lettore a seguire la strada che porta ad un modello personale di seduttività. L’intento è quello di liberarsi dagli stereotipi e dare spazio alla creatività, alla fantasia e soprattutto al mistero, elemento stimolante in nuovi rapporti amorosi e in relazioni un po’ stanche.

DosMo Magazine: Nel suo libro si parla di una seduzione “buona” e di una “cattiva”, ci spiega meglio la differenza?

Willy Pasini: Partiamo dalla “cattiva” seduzione: è fine a se stessa, lo scopo è catturare una preda senza curarsi dei suoi sentimenti e desideri. Il seduttore in questo caso vuole trarre dei vantaggi personali dalla seduzione, come per esempio il venditore d’auto. La seduzione serve a chi seduce, ne ha bisogno. La seduzione “buona”, invece, è volta a conquistare il partner mettendo in campo le proprie qualità migliori e a istituire un legame paritario. Lo scambio è attivo e bidirezionale. Questo tipo di atteggiamento è generalmente innato in alcune persone, fa parte del proprio modo di essere, per cui le definiamo seducenti. Una donna quando utilizza la seduzione “cattiva” è detta seduttrice, se si avvale della seduzione “buona” è detta seduttiva.

DM: Al giorno d’oggi, dove tutto è detto, filmato e messo in mostra, dov’è finito il mistero e l’intrigo che sono tipici della seduzione?

WP: Separiamo ciò che è visibile da ciò che invece resta nascosto. Se il sesso fa parte di ciò che è visibile e palese, la seduzione lavora e agisce su ciò che non è: i sentimenti. Oggi l’approccio alla sessualità è trattato anche a scuola con l’educazione sessuale, ma basta accedere ad un computer e con internet il sesso è a portata di mano ci tutti, tanto che i ragazzi già parlano di sesso a 12, 13 anni. L’educazione sentimentale invece manca o è limitata. Parlare di sentimenti è diventato più difficile del parlare di sesso, oggi infatti la situazione è completamente l’opposto rispetto a quella di una generazione fa. Chi riesce a mettere in gioco e a parlare di sentimenti ha la chiave della seduzione e si può definire seducente.

DM: Che cosa intende per “modello personale di seduttività”?

WP: Nel mondo odierno, dove i modelli di riferimento (soprattutto di bellezza) sono ormai tutti uguali, l’unico modo per distinguersi è puntare sui propri difetti, sulle particolarità anche fisiche. Per esempio, la modella che tanto piace ai francesi Laetitia Casta ha dei denti che non rientrano nei canoni della perfezione a cui siamo abituati. Ciò non toglie che sia diventata un simbolo di bellezza e seduzione. Altro esempio, la nostra Miss Italia di qualche anno fa Denny Mendez si è distinta tra tutte per essere mulatta. Mettere in evidenza un tratto personale di ciascuno può dare possibilità di creare su di sè un modello di seduttività.

DM: Che consigli darebbe ai nostri lettori per utilizzare al meglio l’arte della seduzione nella loro vita?

WP: Consiglierei loro di dedicarsi alla cura della propria autostima, la base su cui la personalità sviluppa la seduzione. Ricordo tempo fa, quando conducevo insieme ad Enrica Bonaccorti un programma in radio. Avevamo svolto un sondaggio rivolto a ragazzi giovani ai quali veniva chiesto loro se fossero disposti a fare delle avance a delle persone sconosciute. La maggior parte di loro ha rifiutato in quanto non voleva sentirsi dire di no. La paura del rifiuto è uno dei sintomi più chiari della mancanza di autostima.

DM: Si può imparare a sedurre?

WP: Certo. In USA tantissimi italiano organizzano corsi di seduzione facendo valere la loro italianità come garanzia di esperienza e dote naturale. Io consiglierei un corso di seduzione soprattutto ai timidi, uomini e donne, affichè migliorino la propria autostima. Solo il fatto di mettersi in gioco partecipando a queste iniziative è un primo passo. Credo che al giorno d’oggi siano soprattutto gli uomini ad averne bisogno, perchè i tempi ci portano ad avere donne ormai non più timide, ma indipendenti e poco misteriose. Gli uomini hanno perso l’abitudine di fare loro le avance, non lo sanno più fare, messi al bando da donne troppo aggressive e “spogliate” di ogni mistero. Basti guardare in spiaggia: non è più un costume che copre la donna e la rende seducente, ma un telefonino o uno smartphone. Gli uomini non ci provano più.

 

 

Francesca Casali

 

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