Intervista a Fulvia Degl’Innocenti: il mestiere di scrivere per i ragazzi

Come si scrive un libro per ragazzi? Cosa non deve proprio mancare ad una storia per arrivare al pubblico dei giovani lettori? A queste e ad altre domande ha risposto Fulvia Degl’Innocenti: giornalista per Famiglia Cristiana, scrittrice di albi illustrati e di romanzi di successo per giovani lettori – come La ragazza dell’Est vincitore del premio Bancarellino 2011 – e presidente di ICWA (Associazione Italiana Scrittori per Ragazzi).

Quali sono secondo lei le capacità essenziali per scrivere un buon libro per ragazzi?

La mia prima storia è nata da una semplice fantasia, dalla capacità di spaziare nel mondo magico dei bambini. Io mi accorgevo che le storie bussavano alla mia testa, naturalmente, e questa è la prima cosa, avere l’ispirazione, sapere cosa scrivere. Poi bisogna leggere molto per misurarsi con altri modelli letterari perché mi accorgo che chi prova a scrivere ha in mente una scrittura, una modalità passata, non attuale, non ha in mente i bambini di adesso e il linguaggio di adesso, quindi leggere letteratura contemporanea per ragazzi è fondamentale. E poi dipende dal pubblico: scrivere per bambini piccoli un albo illustrato significa misurare bene le parole, dare un ritmo alle proprie frasi che devono essere evocative, musicali, essenziali e che si prestino ad essere lette ad alta voce. Se invece si tratta di un romanzo è importante costruire una trama, un intreccio che funziona da mappa nel momento in cui poi si va davvero a scrivere.

Per quanto riguarda gli argomenti da trattare invece, ce ne sono alcuni più o meno adatti ai giovani lettori?

I temi devono essere commisurati all’età, si può parlare di tutto secondo me anche se non sempre l’editoria è pronta a recepire alcuni argomenti però si può affrontare qualsiasi tematica scottante a seconda del livello di maturazione emotiva e cognitiva del bambino. Per esempio un tema come la morte può essere affrontato fin dall’età dei bambini più piccoli (come la morte del nonno o di un animale domestico) ma il suicidio magari è bene introdurlo più avanti.

Da cosa trae ispirazione per la creazione delle sue storie?

Anche quando c’è uno storia fantastica riproduco delle relazioni che ho sperimentato, che ho visto, osservo i ragazzini, i miei figli, adesso sono adolescenti ma tante storie per bambini sono venute fuori da loro battute, da loro racconti. Alcune volte ci sono dei temi di attualità, magari scottanti che mi piacerebbe raccontare ai ragazzi, allora in questo caso parto dall’argomento e poi ci costruisco intorno i personaggi che possono essere ispirati a persone che ho conosciuto. Se ho in mente qualcuno di reale credo di dare una maggiore profondità al personaggio inventato.

Che tipo di cambiamenti ha rilevato nel mercato dell’editoria per ragazzi da quando ha iniziato la sua carriera di scrittrice fino ad oggi, soprattutto alla luce della sua posizione di direttrice della collana Il parco delle storie delle Edizioni Paoline?

Sicuramente noto un miglioramento di livello della scrittura di chi si propone, il mercato dei libri per ragazzi si è incrementato, ha un segno più, sono nate numerose case editrici e quelle esistenti si sono evolute, hanno un catalogo più raffinato anche a livello di immagini e qualche volta un po’ furbo. Viene cavalcata la tendenza, il momento e anche io come autore mi trovo a cavalcarlo perché bisogna anche prendere esempio dai trend degli ultimi anni: ci sono le biografie, tantissime, sia singole che collane oltre al repertorio del tipo “Storie di bambini coraggiosi”, “Storie di bambine ribelli”.

Esistono delle scuole che preparano al mestiere di scrittore?

Ci sono sicuramente almeno due scuole di scrittura importanti in Italia, una a Bologna, Bottega Finzioni, e l’altra è la Giovane Holden a Torino. Quindi scrittori sì ma anche si diventa, ci si addestra per diventarlo, e questo fa capire che il livello è aumentato, si è evoluto. Per ora non ci sono corsi di scrittura creative a livello universitario come in America salvo la scuola di giornalismo, che ho fatto io seguendo un Master post Laurea alla Cattolica. C’è un master dell’editoria alla Statale ma più che di scrittura è proprio di editore, per lavorare all’interno delle case editrici e molte giovani ragazze che frequentano questi corsi trovano poi impiego nelle case editrici più grosse a Milano.

Qual è l’importanza, il valore di un libro per i giovani al giorno d’oggi, soprattutto in relazione alla tecnologia?

Le storie vengono raccontate in varie modalità: i videogiochi, i film raccontano storie che però lasciano poco spazio al contributo del soggetto che le percepisce. Ci devi mettere del tuo in una storia letta, devi immaginare e nessuno la leggerà allo stesso modo, nessuno darà lo stesso volto al medesimo protagonista e nessuno si emozionerà alla stessa maniera. Nelle altre forme di narrazione gli strumenti vedono il soggetto fruitore più passivo. Il libro poi aiuta a mantenere l’attenzione, a rimanere concentrati, l’attenzione e la concentrazione nella vita servono, mentre spesso i social, lo smartphone li frantumano, inibendo quindi alcune funzioni intellettive. Affiancare ai device la lettura, saper stare con un libro è solo un dono che ci si fa, è una bella cosa, e di questo ne sono convinta.

L’ultimo libro di Fulvia degl’Innocenti si intitola Sottovoce, un mystery edito da Pelledoca uscito a febbraio. Per rimanere aggiornati su tutte le sue novità editoriali vi invitiamo a visitare il suo blog.

di Sara Forniz

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