Escher a Trieste: 200 opere di illusionismo su carta

Fino al 7 giugno, al Salone degli Incanti di Trieste sarà possibile farsi ipnotizzare dalle opere di Maurits Cornelis Escher. Una mostra antologica costituita da quasi 200 lavori tra i più rappresentativi che vi catapulterà in un mondo optical fatto di geometria, prospettiva e matematica.

Il percorso espositivo si snoda attraverso 8 sezioni dove ciascuna ripercorre una tappa fondamentale dell’evoluzione artistica di Escher:

Opera giovanile: Maurits manifesta fin dalla tenera età un gran talento per il disegno deludendo le aspettative del padre che voleva diventasse ingegnere come lui. La sua abilità cresce grazie all’appoggio dell’incisore art nouveau Jessurun de Mesquita. In questa sezione possiamo ammirare le prime creazioni, tra le quali merita una menzione particolare la serie di xilografie Giorni della creazione, esposta per la prima volta.

Paesaggi italiani: La permanenza in Italia fu utile all’artista per completare la sua formazione e gli offrì anche le prime opportunità lavorative. Calabria, Sicilia, Abruzzi e poi Roma, Escher rimane incantato dal Bel Paese, dai paesaggi e dagli scorci suggestivi, sia di giorno che di notte: quasi ci si perde nelle atmosfere uniche di un viaggio per l’Italia fatto di luci e ombre.

Tassellazione: Il tema della tassellazione, ovvero la divisione regolare del piano, è particolarmente caro a Escher che nel 1957 realizzerò un libretto spiegandone i suoi principi. Durante un viaggio a Granada restò talmente incantato dai disegni geometrici dell’Alhambra che fu proprio ad essi che si ispirò per le sue tassellazioni.

Struttura dello spazio: All’interno di questa sezione si rimane affascinati dall’attenzione che Escher rivolse al concetto di trasformazione, di metamorphose. Il capolavoro Metamorfosi II, una xilografia lunga quasi 4 metri, ne è l’esempio emblematico: un’immagine che, senza soluzione di continuità, lascia il posto a una nuova derivante dalla precedente. Così le api diventano pesci che poi si trasformano in uccelli.

Paradossi geometrici: L’artista vuole riuscire ad ottenere l’effetto illusivo senza superare i bordi del foglio, una sfida brillantemente vinta come dimostrano le opere Tre Sfere, Relatività e Altro mondo.

Lavori su commissione: Grazie a questa sezione possiamo conoscere anche la sua produzione su commissione, dagli ex libris – dei foglietti che venivano inseriti all’interno dei libri appartenenti alla stessa biblioteca – alle illustrazioni fino ai biglietti di auguri. Tutte occasioni utili per sperimentare quelle soluzioni che poi Escher utilizzerà per le sue opere più distintive.

Eschermania: Non si esagera quando si parla di Eschermania: la sua arte è finita sugli LP musicali, ha conquistato il mondo del cinema e della pubblicità fino ad influenzare alcune tra le figure di maggior rilievo dell’arte del Novecento, come Victor Vasarely, principale esponente dell’Optical Art.

Escher stupisce, la sua arte gioca con lo spazio, con la percezione e imbroglia l’occhio che è totalmente rapito dai suoi trucchi illusionistici. Nonostante siano trascorsi 47 anni dalla sua scomparsa può essere considerato a tutti gli effetti il precursore della grafica digitale.

Maggiori dettagli sono presenti sul sito della mostra.

di Sara Forniz

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