Curiosità Viaggi

Farne Islands: l’isola delle meraviglie

Martina Dell'Osbel

Per chi come me sente il bisogno di stare a contatto con la natura e assaporare la bellezza di immergersi in ambienti inconsueti, le Farne Island rappresentano una meta assolutamente da inserire nella lista di viaggi futuri. Un gruppo di isolette situate nel Mare del Nord, dove non vi è presenza umana, al di là dei turisti. Una giornata trascorsa nelle coste del Nord Atlantico per godere dell’incontro ravvicinato con i famosi e tanto fotografati PUFFIN.

È partito tutto per caso, quando mio fratello, organizzando il viaggio a Glasgow per il mese di maggio, ha deciso di inserire una giornata naturalistica che andasse fuori dai soliti schemi di visita alla città (mostre, chiese, etc).  

COME ARRIVARCI

Nel nostro caso siamo partiti da Glasgow. Dopo due giorni trascorsi nella città cercando di vedere più cose possibili, abbiamo preso il treno cross country fino a Berwick-upon-tweed (cittadina che si trova in Inghilterra). Il viaggio è durato circa due ore e ci ha permesso di osservare una moltitudine di paesaggi. Giunti a Berwick-upon-tweed, abbiamo preso il bus direzione Seahouses (circa 1h di viaggio con la compagnia ArrivaBus). Aprile è sicuramente il periodo giusto per vivere un viaggio all’insegna dei colori. Proprio in quel periodo vi sono campi immensi dove viene coltivata la colza. Giallo ovunque! Prima di arrivare nella cittadina di SeaHouses c’è un bellissimo castello che noi non siamo riusciti a vedere per motivi di tempo, ma che sicuramente meriterebbe una visita: Bamburgh Castle.

Siamo così arrivati a Seahouses, un paesino sulla costa. Un luogo particolare, che sembra farti entrare in una dimensione dove il tempo si ferma e puoi assaporare emozioni nuove. Prima di dirigerci verso il porto, abbiamo fatto un brevissimo giro nelle vie del paesino, cedendo alla tentazione di prendere dei souvenir, ma soprattutto di andare a bere una buona birra nel pub più storico: The Olde Ship Inn. Sembra davvero di entrare in una nave e che da un momento all’altro arrivi il capitano e ti avvisi che si sta per salpare.  

LA PARTENZA

Dopo il mini tour di Seahouses, ci siamo diretti verso il porto. Lì si trovano diverse compagnie che organizzano i tour in barca per andare a visitare le isole. C’è quindi l’imbarazzo della scelta. Noi, onde evitare di arrivare e non trovare posto, abbiamo acquistato i biglietti prima della partenza sul sito https://www.farne-islands.com/. Indicativamente il giro che abbiamo scelto, che comprendeva anche la visita all’isola Inner Farne, ha avuto una durata di circa un’ora e mezza. Orario indicativo poiché quella giornata è stata caratterizzata da un tempo meteorologico un po’ avverso, quindi, c’è stata una mezz’ora di ritardo. La barca che ci attendeva è una di quelle imbarcazioni che non offrono un riparo dalle intemperie, c’era quindi da sperare che in quella giornata uggiosa, non arrivasse una fredda tempesta a farci compagnia. In verità, eravamo super equipaggiati: scarpe tecniche, poncio, e abbigliamento tecnico. Bisogna assolutamente avere certi accorgimenti perché andando in barca, è ovvio che trovandosi nell’oceano, il mare non è piatto e privo di onde e un poncio può proteggere nella maniera corretta.

GLI ABITANTI

I Puffin (pulcinelle di mare), sono probabilmente gli animali che più attirano turisti e fotografi sulle Isole Farne. Piccoli volatili, che somigliano ai pinguini per i loro colori e che arrivano sulle isole proprio nel mese di aprile. Rimangono lì per tutto il periodo estivo dove nidificano e nel mese di agosto se ne vanno via, verso l’oceano. Va detto però che non ci sono solo i Puffin, bensì anche altre specie di volatili e le simpatiche foche. La parte iniziale del viaggio in barca è pressoché monotono perché c’è solamente l’oceano a tenere compagnia alla vista. Invece dopo mezz’ora si arriva alle prime isole. Non si scende dalla barca, ma si arriva così vicini alla costa che s’inizia a vedere i primi puffin ma soprattutto le foche. Tutte ammassate sugli scogli, che quasi si confondono con il grigiore della pietra.

In tutto questo, quel giorno, il mare era abbastanza mosso e nonostante il marinaio fosse un abile assecondatore di onde, il nostro poncio ci ha salvati da un’oceanica doccia gelida.

È giunto finalmente il momento dell’attracco sull’isola Inner Farne. Solamente un’ora di permanenza sull’isola per poi rientrare a Seahouses. Un’ora può sembrare poca, ma date le condizioni atmosferiche (aria fredda, qualche goccia di pioggia), è stata più che sufficiente per ammirare le piccole chicche che si trovano in quel luogo. Tantissime specie di animali oltre ai puffin: cormorani, rondini, gabbiani e una specie particolare (uccello indiano) con occhi verdi. Questi uccelli erano tranquilli nei loro nidi a fare la cova.

Oltre alle specie animali c’è anche una cappella di pietra molto suggestiva ed un faro che accompagnano la permanenza sull’isola. Due strutture tra loro diverse che ti fanno distogliere lo sguardo, seppur solo per un attimo, dai tanto dolci ed attrattivi Puffin.   

Dopo l’ora trascorsa sull’isola era ora di rientrare. Risaliti sulla barca che ci avrebbe riportati a Seahouses abbiamo osservato l’isola che pian piano diventava sempre più piccola. Anche quel viaggio stava per volgere al termine per poi rientrare a Glasgow. Un’altra esperienza stava per volgere al termine lasciando una traccia indelebile. Come accade alla fine di ogni viaggio.

Martina Dell’Osbel

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