Airbnb apre le porte della Maison Bleue di Monet

Nel cuore di Giverny, in Normandia, si trova la casa in cui Claude Monet visse per oltre 40 anni fino alla sua morte nel 1926. Oggi la Maison Bleue diventa il luogo dove trascorrere delle vacanze indimenticabili a contatto con la natura e con l’essenza del padre dell’Impressionismo. Per prenotare basta consultare il sito di Airbnb.

“È circondata da 1500 metri quadrati di giardini ed è a pochi minuti da musei e ristoranti. – si legge nella descrizione del sito di case vacanza – 200 metri quadrati di ambienti sono stati completamente rinnovati nel 2016, ed è arredata con mobili moderni e antichi. Questa casa è perfetta per coppie, viaggiatori singoli, viaggiatori d’affari, famiglie”. Un’abitazione storica ricca di fascino arredata con mobili originali e opere d’arte di grande valore, motivo per cui Pierre, l’host di Airbnb, raccomanda la massima attenzione e rispetto. Partendo dal pianterreno troverete l’atelier del pittore con le riproduzioni di alcune sue opere, la “Sala blu”, la cucina e la sala da pranzo, caratterizzata dalle sgargianti pareti gialle, dove potrete ammirare la collezione di stampe giapponesi. Al primo piano si trova la zona notte, con 3 camere da letto: quella di Monet, con le riproduzioni dei quadri di artisti suoi contemporanei, quella dove dormiva la sua seconda moglie Alice Hoschedé e la camera della figlia di lei Blanche, caratterizzata dai mobili in legno e dalla tappezzeria floreale.

Il punto forte della proprietà è sicuramente lo splendido giardino che tanto ispirò l’artista nella realizzazione delle celebri serie di dipinti dedicati ai fiori e alle ninfee. In qualsiasi parte della casa ci si trovi, si respira un’atmosfera unica, poetica che ben vale €300 a notte. La Maison Bleue può ospitare fino a 6 persone ed è dotata di Wi-Fi.

Se non vedete l’ora di prenotare il vostro soggiorno nella casa di Monet potete verificare la disponibilità consultando il sito di Airbnb e i più curiosi potranno esplorare tutti gli ambienti della Maison Bleue grazie alla visita virtuale.

Sara Forniz

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