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Empathy Suite è la camera-museo firmata Damien Hirst

Sara Forniz
Scritto da Sara Forniz

A Las Vegas tutto è possibile e non c’è da stupirsi se al Palms Casino Resort, sulla West Flamingo Road, si può pernottare tra farfalle, squali e… diamanti. All’ultimo piano dell’hotel si trova la Empathy Suite progettata da Damien Hirst in collaborazione con la società newyorkese Bentel & Bentel Architects e lo studio locale Klai Juba Wald Architects.

Questa visionaria suite da più di 800 mq è costituita da due camere matrimoniali, numerosi ambienti in grado di ospitare oltre 50 persone, sale massaggi, una palestra, una sala relax al sale, tre bagni e un’incantevole terrazza con piscina che regalata una vista mozzafiato su Las Vegas Strip. Ma oltre al lusso e al comfort sfrenato ciò che rende unica questa camera d’hotel è lo zampino dell’artista inglese, che ha personalizzato ogni singolo ambiente con dettagli, finiture e ovviamente opere d’arte di grande impatto.

La prima di queste, collocata nella sala da biliardo, si intitola Winner / Loser ed è costituita da una coppia di squali toro in formaldeide sospesi all’interno di una vasca trasparente. Sopra il bancone dell’area bar è posizionato Here For A Good Time Not a Long Time, un’enorme lisca di pesce. Dal tema marino passiamo a quello della dipendenza da farmaci dal quale Herst ha tratto ispirazione per la creazione del mobile traslucido Monet con una collezione di pillole in vinile e l’armadietto The Winner Takes It All tempestato di gemme e zirconi. Sulle pareti, sui pavimenti e sulle tappezzerie di quella che si potrebbe definire a tutti gli effetti una suite-museo spiccano anche farfalle, pillole e teschi.

Il prezzo di una notte nell’Empathy Suite è di 100.000 dollari, con incluso un maggiordomo personale disponibile h24, una vettura con autista, 10.000 dollari da spendere in struttura e una visita privata a tutte le opere d’arte dell’hotel. Questa nuova suite rappresenta solo il punto di partenza del progetto di ristrutturazione dal valore di 690 milioni di dollari che i collezionisti d’arte e proprietari del Palms, Frank e Lorenzo Fertitta, hanno iniziato nell’ottica di rendere la proprietà un hotel dove l’arte è totalmente integrata alla concezione di ospitalità luxury.

Sara Forniz

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