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I musei del vino: inebriante fusione di arte, tradizione e sensorialità

Sara Forniz
Scritto da Sara Forniz

I musei del vino sono i templi della conservazione dell’immenso patrimonio vitivinicolo locale e globale che regalano al visitatore un’esperienza inebriante alla scoperta del nettare di Bacco. Ecco quali sono alcuni dei percorsi museali più suggestivi dedicati al mondo enologico:

MUVITMuseo del Vino Torgiano (Perugia): Il progetto ideato da Giorgio e Maria Grazia Lungarotti nel 1974 ha preso vita all’interno delle mura dell’affascinante dimora secentesca di Palazzo Graziani Baglioni. Un percorso museale che guida il visitatore attraverso un viaggio nel tempo alla scoperta dei numerosi reperti, manufatti e corredi etnografici risalenti all’età ellenica, etrusca e romana fino al Rinascimento e ai giorni nostri. Un filone storico-archeologico che porta alla luce tutto il fascino di miti, simboli e leggende legate al mondo del vino, evidenziandone anche la ritualità religiosa, le proprietà energetiche e l’importante ruolo di merce di scambio.

WIMU, Wine Museum Castello di Barolo (Cuneo): Si trova nel cuore delle Langhe, a Castello Falletti, uno dei musei del vino interattivi più coinvolgenti al mondo. L’allestimento, ad opera di François Confino, offre un’esperienza emozionante e originale incentrata sulla cultura del vino grazie a ben 25 sale multimediali. Il percorso del WIMU guida il visitatore alla scoperta del vino non solo nella storia e nell’arte, ma anche in cucina, nel cinema, nella musica, nella letteratura, nei miti e nelle tradizioni locali. Il museo celebra anche queste terre che, con i loro vigneti, diedero alla luce per la prima volta il vino Barolo a metà Ottocento.

Vivanco Museum of Wine Culture di Briones (Spagna): La famiglia Vivanco promuove la cultura enologica da generazioni e ha scelto di tramandare l’amore per la vigna attraverso la poesia dell’arte: la collezione di opere che è andata a costituirsi nel corso degli anni (con artisti del calibro di Picasso, Sorolla e Barcelò) assieme agli utensili originali perfettamente conservati e alle installazioni audiovisive raccontano la storia del vino con uno sguardo volto al futuro. Il museo del vino è stato inaugurato nel 2004 ed è costituito da una superficie di 4.000 m² che include 5 sale espositive per mostre permanenti tematiche oltre ad una venue per quelle temporanee. Il giardino di Bacco, poi, con ben 220 varietà di vite provenienti da tutto il mondo, è il fiore all’occhiello dell’intera proprietà.

Museo de la vid y el vino a Ensenada (Messico): Al centro della Strada del vino messicana, nella Valle de Guadalupe in Baja California, si trova il Museo de la vid y el vino. La bellezza del paesaggio circostante, tra vitigni e villaggi particolarmente pittoreschi, invoglia da subito a scoprire le peculiarità del vino locale e la sua storia. La sede espositiva ha aperto le porte nel 2012 e propone al visitatore un percorso articolato in 4 sezioni: Storia, Identità, Industria e Arte. Un particolare approfondimento è dedicato al ruolo dei missionari, i quali in questo territorio apportarono un significativo contributo in termini di sviluppo della viticoltura. 

Cité du Vin a Bordeaux (Francia): La proposta museale del Cité du Vin è un’esperienza totalmente immersiva che si snoda attraverso ben 10 livelli e una superficie di 13.350 m². Oltre a sale espositive e per concerti, bar à vin, negozi e un ristorante panoramico, questa scenografica struttura architettonica, che vista nel suo complesso rimanda alla fluidità del vino all’interno di un bicchiere, offre 19 aree tematiche caratterizzate da scenografie monumentali, globi interattivi, proiezioni in 3D, tablet animati oltre a percorsi olfattivi ed esperienze audiovisive. Una visita unica nel suo genere volta a coinvolgere tutti i sensi che lascia il visitatore inebriato dalle molteplici sfaccettature nel mondo vitivinicolo.

Sara Forniz

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