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Villa Barbarigo: un condensato di simbolismi e bellezza

Martina Dell'Osbel

Ho visitato molte Ville, ma una più di tutte mi ha colpita nel profondo: Villa Barbarigo. Una villa veneta costruita nel seicento su commissione del nobile veneziano Francesco Zuane Barbarigo, che al suo interno ospita una carrellata di simbolismi che ti fanno entrare in una dimensione assolutamente spirituale.

Quando arrivi all’ingresso della Villa, è impossibile entrarci subito perché si è colti dalla bellezza di quello che una volta era il principale ingresso della villa, dove approdavano le barche, il “Portale di Diana”. Una porta d’ingresso che affascina, con un piccolo laghetto, dove il riflesso della struttura crea giochi di colori e sfumature surreali.  

Proseguendo il percorso all’interno della Villa, si è accolti da un giardino dallo stile barocco, uno dei più estesi ed integri giardini d’epoca mondiali. Il giardino è una metafora della via di perfezione che porta l’uomo dall’errore alla verità attraverso 60 statue, ma anche ruscelli, cascate, fontane e laghetti. Nel giardino storico ci sono 800 piante di oltre 100 specie diverse. Piante secolari, ognuna con la propria storia, che ti tengono compagnia durante il percorso. C’è poi il magico labirinto seicentesco realizzato con seimila arbusti di bosso sempreverde. Come la maggior parte dei labirinti, oltre al ruolo giocoso e ludico, vi è un natura misteriosa dettata da simbolismi.

Credo che un buon periodo per vistare la Villa sia la primavera, con la fioritura, ma posso dire che visitarla l’inverno è un esperienza altrettanto gradevole.

Martina Dell’Osbel

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