Nelle scuole scozzesi si insegnano i diritti LGBT

Per la prima volta un Paese introduce nelle scuole l’insegnamento dei diritti LGBT. La Scozia ha infatti deciso di incorporare l’“Lgbt teaching” e lo ha annunciato la settimana scorsa il ministro dell’Educazione John Swinney, spiegando che la misura consegue all’accettazione da parte del governo di tutte le 33 raccomandazioni elaborate da un’organizzazione denominata Tie (Time for Inclusive Education), il cui obiettivo è di introdurre in tutte le scuole una educazione “Lgbt-inclusive”.

Questa iniziativa ha visto un lungo cammino, partito dal TIE (Time for Inclusive Education), un gruppo che sostiene la visibilità Lgbt nella società, e che aveva lanciato l’allarme dopo uno studio che aveva rilevato dati preoccupanti riguardo la condizione emotiva degli omosessuali nella Scozia.

Da qualche anno la Scozia si sente investita del compito di guidare l’avanguardia della crociata arcobaleno.

A bambini e adolescenti sarà raccontata la storia dei movimenti e delle lotte per i diritti delle donne lesbiche, degli uomini gay, dei bisessuali e dei transessuali. Per studenti e genitori, inoltre, non ci sarà alcuna possibilità di scelta: niente deroghe né facoltà di astenersi dai corsi, che avranno la stessa “dignità” di quelli di lingua inglese o di storia.

Gli istituti scolastici non saranno in prima linea contro l’omofobia soltanto durante le ore dedicate al tema dei diritti Lgbt, ma, il personale dovrà anche adoperarsi al fine di “lottare attivamente” contro le discriminazioni. In tal senso le istituzioni avvieranno una campagna di sensibilizzazione nei confronti del corpo docente dove tutti gli episodi di intolleranza saranno recensiti e catalogati, al fine di procedere a studi statistici.

Per la comunità Lgbt si tratta di una vittoria storica importantissima, che potrebbe influenzare e incoraggiare altre nazioni a prendere esempio e adottare la stessa riforma scolastica.

 

Martina Dell’Osbel

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