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Fernando Botero al Museo AMO di Verona fino al 28 Aprile

Martina Dell'Osbel

La rassegna proposta al Museo AMO di Verona permette di scoprire 50 opere dell’artista che ripercorrono la sua lunga carriera dal 1958 al 2016. La mostra, con il patrocinio del Comune di Verona, è organizzata e co-prodotta da Gruppo Arthemisia e MondoMostre Skira, con il contributo di Gruppo AGSM e curata da Rudy Chiappini in stretta collaborazione con l’artista.

Le opere di Botero non appartengono ad un genere in particolare e vertono ad una classicità contemporanea. Nei suoi quadri si percepisce la dimensione onirica e nostalgica che fanno parte del linguaggio pittorico dell’artista. La mostra è suddivisa in diverse sezioni.

Sculture: il seme della scultura era stato gettato già negli acquarelli concepiti da ragazzo, inoltre, emerge poi un interessante aggancio nei confronti della civiltà etrusca;

Versioni da antichi maestri: uno degli elementi caratterizzanti della pittura di Botero consiste nella sua capacità di coniugare la cultura latino-americana a quella occidentale, dando luogo a rivisitazioni dei classici della pittura occidentale;

Nature morte: le nature morte rivestono un ruolo di primaria importanza per l’artista, a partire dalla fine degli anni Sessanta, dando luogo non a semplici composizione di frutta e oggetti su un tavolo;

Circo: Pierrot, Arlecchino, clown. Botero mette in scena e illustra la vita del circo nella sua pienezza, soffermandosi sul lavoro degli addetti impegnati nei preparativi, prima o dopo lo spettacolo;

Vita Latino Americana: ambienti e tavolate che ritraggono la sua gente con una nostalgia velata. Nelle scene di vita quotidiana le persone raffigurate sono profondamente comprese nel loro ruolo e così lontane dal nostro vivere attuale;

Politica: quadri che sottolineano il potere ma senza esprimere giudizi in merito;

Religione: la religione si pone come un esempio di pratica del soprannaturale che permea alla quotidianità di tradursi in sorpresa;

Nudi: traspare, nonostante l’abbondanza dei corpi, una grazia straordinaria. Le storie sembrano immerse in una sorta di eden dove non è contemplata la malizia ed il peccato.

I protagonisti dei dipinti di Botero sono sempre privi di stati d’animo riconoscibili, non provano né gioia, né dolore: una varietà di popolo, squarci di vita quotidiana, situazioni atipiche tradotte in pittura.

Per info: www.arenamuseopera.com

 

Martina Dell’Osbel

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