Il Fondaco dei Tedeschi: uno store di lusso che dà spazio anche all’arte

Il Fontego dei Tedeschi è tornato. Dopo otto anni di chiusura e tre anni di cantiere, l’ex palazzo delle Poste riapre come polo del lusso e con un nuovo nome: T Fondaco (T come “travelers”, viaggiatori, la catena di centri commerciali di super lusso firmata in tutto il mondo dalla Dfs Duty Free).

All’interno dell’edificio, che ha mantenuto la sua struttura cinquecentesca, si trovano 65 boutiques che si snodano lungo i portici dei tre piani che si aprono sul cortile dell’edificio.  Il tutto viene animato da scale mobili rosso fuoco per salire e scale scintillanti di bagliori d’oro per scendere, con una terrazza che offre una vista mozzafiato della città. Ai 7.000 mq di prodotti d’eccellenza, si aggiunge poi un ricco programma culturale a titolo gratuito e aperto al pubblico, che include proposte: artistiche, musicali, letterarie, cinematografiche e coreografiche.

La struttura del Fondaco è rimasta quella del Fontego, così come tutti l’hanno sempre visto, dal 500 ad oggi, ricostruito dopo l’incendio che aveva devastato il palazzo duecentesco della comunità dei commercianti tedeschi. Il Fondaco, costruito nel 1222 per la gestione dei “mercati tedeschi”, ovvero tutti quelli che provenivano d’Oltralpe, fu l’emblema del potere mercantile di Venezia, un’importante piattaforma di scambi economici e vero e proprio ponte tra culture orientali e occidentali. Testimone lo stesso termine “Fondaco”, tradotto con “magazzino”, “osteria”, “albergo”, che proviene da una combinazione di parole arabe, greche e bizantine.

Oggi, al piano terra c’è la caffetteria firmata Alajmo, area souvenir tra prodotti di grandi marchi del cibo e prodotti di artigiani veneziani. Al primo piano un tocco di rosa, dedicato alla donna e gli accessori. Il secondo piano dedicato all’uomo. Il terzo piano dedicato alle calzature. Il quarto piano, che non c’era quando il Fontego era il cuore delle Poste Venete, ospita una sala conferenze e mostre “sospesa” sul cortile e dalla quale accedere alla strepitosa terrazza sui tetti.

In questo nuovo spazio espositivo, l’Event Pavilion del T Fondaco dei Tedeschi, c’è posto anche per l’arte. Infatti, fino al 27 Novembre, sarà possibile ammirare l’installazione site-specific dell’artista italiano Loris Cecchini: Waterbones. L’artista, che si fa da sempre apprezzare sulla scena internazionale dell’arte contemporanea grazie alle sue grandi installazioni ha presentato al T Fondaco dei Tedeschi un’installazione composta da migliaia di sottili moduli di acciaio assemblati l’uno all’altro. Un’opera delicata e naturale, sospese tra costruzione e decostruzione. I moduli di Waterbones possono essere assemblati all’infinito e dare vita a innumerevoli combinazioni offrendo ai visitatori l’opportunità di un’immersione totale nell’opera e nella particolare atmosfera creata dall’artista.

Come avviene quando si tocca anche un solo mattone a Venezia, la realizzazione dell’importante restauro e la destinazione commerciale del Fondaco dei Tedeschi ha fatto accendere numerosi dibattiti tra conservazione e valorizzazione di un bene architettonico così importante. “T fondaco” apre a tutti, 7 giorni su 7, in base alla convenzione firmata con il Comune di Venezia, allora guidato dal sindaco Orsoni, che prevede il libero accesso a chiunque dal cortile fino alla terrazza panoramica.

 

Martina Dell’Osbel

 

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